L’abbraccio di Verona agli atleti

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Consegna delle benemerenze sportive CONI

 

benemerenze-sportive-coni-26-11-2016Un piccolo grande riconoscimento all’impegno e al sacrificio di ogni giorno. Tra volti conosciuti e nomi nuovi nello sport veronese, tutti riuniti per la consegna delle benemerenze sportive del Coni provinciale. Erano in tanti i premiati con la stella di bronzo al valore atletico per il 2015, su tutti Michele Scartezzini che pochi mesi fa era ai Giochi di Rio nel ciclismo su pista nell’inseguimento a squadre. Ma l’elenco è lunghissimo: Michele Bertolini e Niccolò Ferrari, (canoa kayak), Michele Bertoncelli e Paolo Tacconi (canottaggio), Giorgia Biondani e Luca Pizzini (nuoto), Vittorio Bissaro, Floridia Joyce, Kevin Rio (vela), Jonathan Boffa (nuoto), Claudio Bottura (pesca sportiva), Carlotta Brunelli e Beatrice Franceschini (sollevamento pesi), Federico Crosara (tennistavolo), Fiorenzo Donatelli e Daniele Filippi (pesca in apnea), Federico Falco (tennistavolo), Silvia Fuselli, Martina Gelmetti, Michela Ledri, Desirè Marconi, Cecilia Salvai, Claudia Squizzato (calcio),Gloria Hooper (atletica), Alberto Gainelli (judo), Matilde Giordani (ciclismo), Giulia Gorgoni, Jennifer Lombardo, Alice Parpaiola, Silvia Refrontolotto (baseball), Davide Indizio (tiro dinamico), Flavio Isalberti (tamburello), Diego Tommasi (Arti marziali), Silvia Urbani (bridge), Claudio Zambonin (tiro dinamico), oltre a Verona Calcio Femminile, Specchiasol Bussolengo e La Vangadina (pattinaggio corsa).«Questa cerimonia è un riconoscimento per i risultati dei nostri atleti, ma anche un momento di condivisione con Federazioni e amministratori locali», ha detto Stefano Gnesato, delegato provinciale del Coni presente assieme al presidente regionale Gianfranco Bardelle ed ai responsabili del Comitato Paralimpico Italiano. «Una splendida giornata di festa», ha aggiunto l’assessore allo sport del Comune Alberto Bozza, «il movimento sportivo cresce e a volte non ci sono le risorse per adeguare gli impianti, ma noi continuamo ad impegnarci, quello dello sport è il più bel progetto sociale che abbiamo a disposizione.

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Premiati gli atleti paralimpici veneti e veronesi che hanno partecipato a Rio 2016

verona-premia-gli-atleti-paralimpiciApplausi ed emozioni che tornano fortissime,   anche   a   distanza   di qualche mese. Verona ha voluto ricordare i suoi atleti paralimpici che   hanno   regalato   allo   sport cittadino grandi soddisfazioni agli ultimi   Giochi   brasiliani.   Da Francesca   Porcellato,   doppio bronzo nella cronometro e nella gara   in   linea   dell’handbike categoria   H2-3-4   a   Michele   Ferrarin,   argento   nel   triathlon categoria PT2. Da Xenia Palazzo, la giovane nuotatrice scaligera arrivata in finale con il record italiano nei 100 dorso e Michela Brunelli, già argento a Pechino e qualificata ai quarti di finale nel tennistavolo nell’ultima manifestazione a cinque cerchi. Assieme a loro sono stati premiati anche tutti gli altri atleti paralimpici veneti, Francesco Bettella, Andrea Borgato, Alvise De Vidi, Nadia Fario, Marta Zanetti, ma anche Beatrice Maria Vio e Alessandro Zanardi che   non  sono riusciti   a   presenziare   a   Verona   ma   hanno   fatto arrivare i loro messaggi nella sala convegni della Gran Guardia, la location scelta da Comune e Fondazione Bentegodi che hanno organizzato l’evento in collaborazione con il Panathlon scaligero, Agsm   ed   il   Comitato   Paralimpico   Italiano. Dopo   i   saluti   degli amministratori,   tra   cui   l’assessore   allo   sport   Alberto   Bozza, il delegato   Coni   Stefano   Gnesato,   il   presidente   di   Agsm   Fabio  Venturi ed i vertici di Bentegodi e Panathlon, spazio alle emozioni degli atleti e ai loro ricordi sull’avventura brasiliana. Tra le più grandi ci sono quelle di Francesca Porcellato, che a 44 anni ha partecipato alla sua decima Paralimpiade entrando tra le atlete più medagliate   di   sempre.   «Fermarmi?   Figuriamoci,   ho   già   in mente il prossimo traguardo perchè dovrei smettere se sto così bene» sorride  la  Procellato,  per  tutti  ormai la «rossa  volante», «prima di Rio pensavo a cosa avrei fatto dopo, immaginavo di avere un calo o andare in vacanza. Invece no, appena tornata mi sono rimessa in pista e ho subito guardato dove sono i prossimi Mondiali impostando già la preparazione: non sono guarita, sono sempre   malata   di   sport».   Per   arrivare   fino   alle   prossime Olimpiadi? «Non ho più 18 anni da qualche mese, intanto vado avanti anno  per anno e  poi  vedremo cosa dice il mio fisico e soprattutto   se   mi   divertirò   ancora»,   continua   l’atleta   ormai veronese d’adozione visto che si è trasferita a Valeggio molti anni fa, «Non certo rinnegare le mie origini trevigiane, ma di sicuro io mi sento e da tanti anni di Verona, la città che mi ha accolta benissimo e che ho dentro nel cuore».Accanto a lei c’è il sorriso grande   di   Xenia   Palazzo,   che   è   stata  la   più   giovane   nella spedizione italiana di Rio. «Sinceramente non mi aspettavo che tutta la città mi accogliesse così, con un abbraccio incredibile e tantissima gente che mi ha fatto sentire la sua vicinanza, non solo a me ma tutti gli altri atleti paralimpici», prosegue la nuotarice scaligera, «questa visibilità nei nostri confronti è una bellissima opportunità per tutti i ragazzi che vorrebbero praticare sport e altrimenti non saprebbero come farlo». Di riposo però neanche a parlarne. «Ho fatto un po’ di vacanza ma poi ho ripreso subito ad allenarmi, penso già al prossimo Mondiale in Messico. Obiettivi? Spero di entrare sempre in finale, magari migliorando ancora il mio record».

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